19-05-2020 I nostri specialisti
ISMETT: come è stata affrontata l’emergenza COVID-19

Che ruolo ha avuto la Direzione Sanitaria nella emergenza COVID?

Lo scoppio dell’epidemia, e successiva pandemia, da Sars-Cov2, a partire da febbraio, ha costretto ISMETT a modificare in modo sostanziale la propria organizzazione generale differenziando i percorsi dei pazienti e dei dipendenti, rimodulando la programmazione dei ricoveri e degli accessi ambulatoriali, redigendo linee guida interne, sia operative che cliniche, intensificando la formazione del personale sul corretto utilizzo dei DPI. Inoltre per venire incontro alle esigenze sanitarie della Regione Sicilia, è stata predisposta un’area di terapia intensiva per pazienti COVID, adeguando dal punto di vista strutturale e organizzativo un intero padiglione dell’Istituto del tutto distaccato dalle restanti aree cliniche. Le suddette attività hanno richiesto un notevole impegno organizzativo e gestionale e la Direzione Sanitaria ha guidato i vari progetti in essere coordinando le varie figure coinvolte, sanitarie e tecniche, nella predisposizione dei necessari documenti interni di riferimento, nella razionalizzazione dei percorsi e degli spazi, nell’ottimizzazione ed efficientamento degli accessi dei pazienti in Struttura, in linea con le direttive nazionali e regionali in continua evoluzione e nel rispetto delle linee guida scientifiche nazionali e internazionali,  con l’unico obiettivo di garantire la massima sicurezza dei pazienti e dei dipendenti. Da tenere in considerazione il fatto che il nostro Centro è stato uno dei primi a rendersi autonomo nell’esecuzione del tampone per dipendenti e pazienti: tutti i pazienti che si ricoverano, sono sottoposti a tampone prima del ricovero.

Qual è stato l’impatto sui pazienti?

In linea con le direttive assessoriali vi è stato un netto calo dei ricoveri programmati procrastinabili garantendo esclusivamente i ricoveri urgenti, o comunque non differibili, e in primis i trapianti, in coerenza con la mission principale dell’Istituto. Anche le prestazioni ambulatoriali sono state riprogrammate dando la priorità ai soli casi non differibili; è stato comunque garantito un contatto telefonico costante con i nostri pazienti per verificarne le condizioni di salute. Purtroppo, a tutela della sicurezza dei pazienti e dei dipendenti, abbiamo dovuto a malincuore inibire l’accesso in struttura di familiari e visitatori, ma abbiamo provveduto ad organizzare, per ogni specialità, sessioni quotidiane di videochiamate nella quali il medico di turno videochiama il familiare prescelto dal paziente per fornire i necessari aggiornamenti clinici, garantendo al contempo un contatto umano virtuale tra degenti e familiari.

Adesso che è terminata la Fase 1 ed è appena partita la Fase 2 come pensate di procedere?

L’avvio della fase 2 ci preoccupa notevolmente in quanto l’allargamento delle maglie, in termini di spostamenti e apertura delle attività commerciali, comporterà inevitabilmente un calo generale della soglia di attenzione nella popolazione; per questo motivo la Direzione Sanitaria intende intensificare ulteriormente tutti quei percorsi e processi finalizzati alla prevenzione di una possibile diffusione del virus all’interno dell’ospedale e nello specifico:

  • Verrà mantenuta, e anzi intensificata, l’attività di TRIAGE per pazienti e dipendenti che, sin da subito, abbiamo avviato in una tenda fornita dalla protezione Civile e posizionata all’ingresso dell’Istituto
  • Nella prospettiva di ampliare la nostra offerta ambulatoriale, per rispondere alle esigenze cliniche dei pazienti “rinviati”, stiamo predisponendo percorsi intraospedalieri ancora più differenziati e rigidi. Inoltre, stiamo valutando la possibilità di avvalerci di strumenti di telemedicina da destinare a casi clinici selezionati attentamente
  • Continueremo l’attività continua di formazione del personale sul corretto utilizzo dei DPI
  • Siamo molto attenti all’evoluzione delle evidenze scientifiche, diagnostiche e terapeutiche, per aggiornare o integrare le nostre linee guida cliniche.

È stato sicuramente uno sforzo organizzativo duro. Cosa ricorderà di questo periodo?

Ricorderò di aver sviluppato, assieme agli altri, la capacità di andare subito all’essenziale, al nodo di ogni problema e di comunicare attraverso lo sguardo. La mascherina ha nascosto la bocca ma non il sorriso.


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