03-04-2020 I nostri specialisti
UPMC – University of Pittsburgh: potenziale vaccino contro COVID-19

Abbiamo rivolto alcune domande al Prof. Andrea Gambotto, autore dello studio sul vaccino COVID-19 che ha mostrato i primi risultati promettenti. Lo studio è stato presentato in una conferenza stampa giovedì 2 aprile a Pittsburgh. Comunicato stampa

In merito alla sua recente scoperta, quanto tempo ci vorrà per avviare la sperimentazione clinica di questo nuovo vaccino?

Speriamo da uno a due mesi. Sono processi che in genere impiegano molto più tempo, ma ora ci sono meccanismi che data la crisi pandemica riducono notevolmente le tempistiche. Speriamo nel prossimo mese, al massimo entro due di poter iniziare lo studio clinico.

Lo studio clinico sarà possibile grazie a dei volontari, come saranno selezionati?

I volontari vengono selezionati grazie ai criteri di entrata nella fase clinica, che vengono determinati in base a determinate esigenze: non devono aver contratto la malattia, devono rientrare nella fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni e devono essere persone sane.

Dovranno essere esposti al contagio per verificare l’efficacia del vaccino?

No, assolutamente le persone che parteciperanno allo studio non verranno esposte al virus. Noi misureremo quelli che vengono chiamati correlates of protection, ovvero i livelli anticorpali che in genere correlano con una protezione. Se questo vaccino induce un livello anticorpale neutralizzante ad un certo grado di riduzione, noi riteniamo il vaccino efficace.

Tra sei mesi si potranno avere i primi dati?

Non è impossibile, ma non è ancora una certezza.

Una volta ottenute tutte le approvazioni, quanto tempo ci vorrà per metterlo a disposizione di tutti?

Questo poi dipende dall’industria farmaceutica. Noi siamo un Centro Accademico che sviluppa i vaccini, li testa nelle prime fasi cliniche e poi li consegna nelle mani dell’industria farmaceutica, che sicuramente sarà in grado di implementare questo vaccino su scala mondiale in un periodo di tempo relativamente breve.

Voi prevedete la somministrazione attraverso dei micro-aghi contenuti in un cerotto. Quali sono i vantaggi rispetto alle tradizionali somministrazioni con pillole o iniezioni?

Nei nostri precedenti esperimenti a quelli del COVID-19, con altri coronavirus della MERS (Middle East Respiratory Syndrome), abbiamo scoperto che questa somministrazione ci permette di risparmiare enormemente circa la quantità della singola dose, possiamo utilizzare 1/5 del dosaggio rispetto alla dose necessaria se il vaccino venisse iniettato intramuscolo. Inoltre, la zona sottocutanea dove viene iniettato il vaccino è estremamente attiva dal punto di vista immunologico, quindi anche la qualità della risposta è molto buona.

Quante speranze ci sono che vada tutto bene?

Le speranze ci sono e sono buone. Ci sono attualmente oltre dieci studi per il vaccino COVID-19 nel mondo, siamo sicuri che almeno uno di  questi proseguirà il suo iter e raggiungerà l’obiettivo.


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